Villa Martina ad Agropoli: soggiorno in B&B e formula affitto camera ad Agropoli, nel Parco Nazionale del Cilento


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La Località

AGROPOLI
Provincia di Salerno


Agropoli è una città di oltre 20mila abitanti della provincia di Salerno, nella Campania sud-occidentale. Importante centro costiero, è situata nel Cilento, alle porte occidentali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, sul mar Tirreno all'estremità meridionale del golfo di Salerno ed a sud della Piana del Sele.

L'abitato è sormontato dal centro storico che conserva intatti il centro antico e gran parte del circuito delle mura difensive col portale seicentesco d'ingresso.

Vi si accede attraverso la caratteristica salita degli "scaloni", uno dei pochi esempi visibili di salita a gradoni e una porta monumentale molto ben conservata.
La zona costiera visitabile si estende per una lunghezza di circa 3 km, rientra tra i siti di interesse comunitario (S.I.C.) e comprende lo "scoglio di san Francesco", lo scoglio di "Trentova" (quest'ultimo famoso per la panoramica caratteristica che lo vede legato alla terraferma da una sottilissima lingua di terra percorribile a piedi) e una serie di piccole insenature che si susseguono fino alla splendida spiaggetta del Vallone prima di Punta Tresino.

La cucina tipica del Cilento

Quali sono i prodotti tipici del Cilento che devi assolutamente conoscere?Lo sapevi che la dieta mediterranea è nata a Pioppi, nel Cilento? Ecco perché sono nate tante ricette e il Cilento è ricco di piatti e prodotti tipici.Dalle montagne al mare sono tanti i piatti a base di prodotti locali tutti da scoprire, insieme all’olio pregiato e agli ottimi calici di vino DOC che in questa zona non mancano. Senza paragoni è la ricchezza gastronomica di una di una terra che sa apprezzare il buon vivere passando per la tavola.Ecco un assaggio della buona cucina cilentanaProdotti tipici del CilentoAlici di menaica: il nome deriva dall’antichissima tecnica di pesca con barche a remi (le ”Menaide”), tipiche di Pisciotta. Spesso cucinate ripiene di formaggio caprino e dette alici ‘mbottunate.Caciocavallo podolico: un formaggio stagionato prodotto alla maniera tradizionale solo in alcuni periodi dell’anno. Prende il nome dal latte delle vacche podoliche.Cacioricotta: un formaggio di latte di capra, pecora e mucca che somiglia molto alla ricotta.Ceci di Cicerale: più piccoli dei normali legumi, sono ricchi di sali minerali e tipici del paese di Cicerale, che proprio da essi ha preso il nome.Fichi bianchi: devono il loro nome al colore giallo chiaro della buccia, una vera prelibatezza soprattutto quando vengono essiccati e ricoperti di cioccolatoMozzarella co’a mortedda: viene spesso conservata in rametti di ”mortedda” nome dialettale del mirtoOlio d’oliva: dal colore giallo paglierino, prodotto dai secolari ulivi pisci ottaniSoppressata di Gioi: un insaccato leggermente affumicato con al centro un pezzo di lardo. Tipico del paese di Gioi,è l’unico salame campano lardellato.Vini DOC Cilento e Castel San Lorenzo: nelle loro varianti di bianco, rosso, rosato, moscato e aglianico, sono vini ricchi di storia e decantati da poeti e cantori
Piatti tipici del CilentoCavatelli con il ragù: una pasta fresca chiamata così perché i tocchetti di pasta vengono “cavati” con le dita.Ciambotta: un piatto della tradizione povera cilentana a base di verdure. Solitamente si usano patate, melanzane, pomodori, peperoni, peperoncino, cipolla, erbe aromatiche.Cicci ammaretati: zuppa di legumi nata in tempi in cui i contadini “sposavano” le rimanenze dei baccelli che avevano in casa. E’ composta da ceci, lenticchie, mais, frumento, borlotti, cannellini e castagneFreselle con pomodoro: una fetta di pane messa nuovamente nel forno (e dunque bi-scottata) e va semplicemente spugnata con un po’ d’acqua. Si narra che i marinai, costretti a lunghi mesi di navigazione senza toccare terra, ne portavano con sé quantità ragguardevoli, per spugnarle nel mare.Lagane e ceci: una sorta di pappardelle preparate con grano duro e acqua e condite dai gustosi ceci locali.Maracucciata: una polenta a base di ”maracuoccio”, piccolo legume simile al piselloI piatti delle festePastorelle di castagne: dolce di Natale tipico di Cuccaro Vetere. Il nome di questi fagotti ripieni di castagne probabilmente ricorda qualche giovane ragazza del luogo o una figura del presepe, mentre la forma evoca le stelle della Notte SantaPizza chiena: il nome indica la cosiddetta “pizza ripiena” e si definisce “chiena” proprio per la sua consistenza, in quanto è farcita con salumi e formaggio. Si usa prepararla il venerdì Santo, così che possa riposare per tutto il giorno, pronta per essere gustata il giorno di Pasqua o Pasquetta.Scauratielli:tipiche zeppole cilentane della tradizione natalizia intrecciate a forma di fiocco e aromatizzate con rosmarinoViccio cu l’uovo: ricetta tipica della Pasqua nel Cilento. E’ una treccia di pane bianco che contiene un uovo. La forma intrecciata ricorda l’aspetto di un neonato in fasce, simbolo della nuova vita

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Festività religiose


La festa religiosa più suggestiva dell'estate è quella dedicata alla Madonna di Costantinopoli, considerata da sempre la protettrice dei pescatori. Secondo la leggenda, in più punti confermata dalla storia infatti, nel 1535 il feroce corsaro Barbarossa assalì Agropoli facendo circa 500 prigionieri, distruggendo case e chiese, incendiando campi e uccidendo chiunque tentasse di opporsi. Alcuni fedeli riuscirono a mettere in salvo la statua della Madonna di Costantinopoli in una grotta del promontorio su cui sorge la città vecchia. Dopo qualche anno, una mareggiata portò via la Statua della Vergine dal suo nascondiglio e la si vide galleggiare in mare. I pescatori la recuperarono e decisero di dedicarle una cappella. Più volte da allora, secondo i racconti, la Madonna apparse a protezione dei pescatori e dei fedeli. La storia più recente risale al 1956. “Venti marinai con le loro barche – racconta Antonio Infante nel libro Il culto della Madonna di Costantinopoli ad Agropoli - salparono dal porto per andare a pescare. Stavano rientrando con le barche cariche di pesci quando li colse un violento acquazzone. Cercarono disperatamente di arrivare a riva. Titanici i loro sforzi mentre il mare si faceva sempre più minaccioso sotto l'imperversare di una tempesta. Le onde sembravano come essere inclementi pronti ad inghiottirli. Ad alta voce tutti indirizzarono alla Madonna di Costantinopoli una fervente preghiera. Alla sua clemenza affidarono la loro salvezza. Trepidavano le famiglie dei pescatori così tutti i cittadini di Agropoli. Dalla rupe si seguiva la loro lotta contro la furia degli elementi, si attendeva un miracolo”. E il miracolo avvenne! I pescatori riuscirono con l'aiuto della Vergine – come raccontano gli anziani – a ritornare in porto. A testimonianza perenne dell'evento, un affresco presente sul soffitto della Chiesa della Madonna di Costantinopoli della pittrice Casucci Percoco di Acquaviva delle Fonti (1973) che mostra proprio la Madonna di Costantinopoli apparire in soccorso dei venti marinai che imploravano il suo aiuto. La Madonna di Costantinopoli, è festeggiata ad Agropoli, il giorno 24 Luglio in ricordo di un evento accaduto nel 1913. Su Agropoli si scatenarono violenti temporali e le tende nelle quali erano accampati i soldati francesi, non ressero alla furia devastatrice dell'acqua. I militari furono così costretti a rifugiarsi nelle chiese nonostante le proteste di cittadini e autorità locali. Era la notte del 24 Luglio quando da sotto il pavimento della Chiesa della Madonna di Costantinopoli incominciò ad uscire acqua. I soldati non riuscirono a spiegarsi il fenomeno e furono costretti ad abbandonare la Chiesa. Qualcuno in quell'occasione, sentì il comandante della guarnigione francese gridare “Perdonaci Maria....Troveremo qualche altro posto”. Anche questa volta, la Madonna era occorsa a protezione dei fedeli. La festa in onore della Madonna di Costantinopoli ha dunque il suo clou il 24 Luglio con il momento più suggestivo: la processione in mare. Ma i festeggiamenti in suo onore cominciano diversi giorni prima.

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